Un fanciullo
vive in me
le cui urla si
odono da lontano.
Grida di angoscia,
di dolore,
di disperazione e
di pianto.
Tormento di desideri
mai avverati,
scheletri di sogni
abbandonati
nell'armadio, sognati e
mai realizzati.
Avidamente divora,
del nostro tempo,
non resta piu nulla.
Perche' almeno non lasci
Tutto com'era?
Trascorre inesorabile
e tiranno, sull"incarnato
morbido e fresco.
L'avanzare delle stagioni
porta i suoi frutti,
ma quel fanciullo
non cambia, nessun
solco gli segna il
bel viso.
Vive nella speranza
che le sue chimere
si accorgano di lui
e lo bramino ancora.
L'anno del raccolto
che mai ci sara',
portera' solo tanto
freddo dentro l'anima.
Quando le nuvole
incantate
oscureranno per
sempre il sole,
un cuore stanco,
finalmente
battera" il suo
ultimo colpo.